

Nell’ultimo periodo l’artista è andato destrutturando le fondamenta valutative del lavoro in termini di senso nel presente come lettura e specchio delle interazioni sociali. In questo contesto prende forma il progetto più recente, C-Paisagens#3, che porta con sé un significato ontologico: ispirato alla lingua portoghese, il titolo evoca l’idea di “contro- paesaggi” come prospettive alternative per osservare il mondo attraverso il prisma delle relazioni sociali e del lavoro in senso ampio. Questa prassi mira a esplorare il rapporto tra lavoro ed essenza della vita per offrire nuove modalità valutative attraverso cui la realtà si manifesta, ci influenza e, talvolta, ci illude. Prende così corpo un “universo architettonico”, un’estetica che plasticamente dà forma a semi-strutture abitative provvisorie, o a parti di queste, caratterizzate dal cemento a vista, richiami al tessile, al geometrico e da elementi con cui “l’operaio” convive e dialoga. Si tratta di mondi abitativi complessi che, superando l’aspetto materiale, propongono una prospettiva critica e dialettica degli spazi e del lavoro.